Salone Gemma/Faltwerksalon,
via San Francesco 52a Trieste
ore 18.00
Installazione HOME SWEET HOME (torso
e mano rivestiti di collage, coperta patchwork ricamata, foto, centrino
all’uncinetto)
La nostra esteriorità (il
corpo, l’ambiente, il visibile) all’interno di noi
(l’anima, la
nostalgia, l’invisibile).
L’installazione mette in scena un apparente idillio domestico. Un formale
“salotto buono” con torso e mano posata su un rassicurante centrino d’antan,
coperta patchwork composta a un primo sguardo da classici pezzi di stoffa
a piccole fantasie ricamati con ritagli di frasi e citazioni, e tradizionali
quadri alle pareti con foto. Fin qui il visibile.
Avvicinandosi, si scopre che gli occhi del torso sono ciechi e che il
suo sguardo volge lontano dall’idillio domestico. Tra le foto alle pareti
manca l’atteso ritratto di padrona di casa felice per lasciare il posto
a un viso di donna assorto e carico di nostalgia che si confonde con la
sagoma di un palazzo dal quale non può staccarsi.
Questa immagine, riprodotta in scala minuscola all'infinito, è l'unità
che compone il tutto: la “fodera” che riveste il torso e la mano, la “stoffa”
della coperta e del centrino, le immagini alle pareti stile “foto di famiglia”.
Le frasi e le citazioni cucite sulla coperta evocano stati d’animo nostalgici
(Nelly Sachs, Thomas Mann, Mario Vargas Llosa, ecc.), ma più che la nostalgia
di qualcosa in particolare, sembrano suggerire un pensiero: “Era tutto
qui/È tutto qui”?
L’interiorità che esce all’esterno e “riveste” tutto.
<< Questa installazione è anche una rivisitazione
del mio passato personale, sia dal punto di vista dell’educazione/socializzazione
femminile sia delle mie origini artistiche (lavori tessili; tecniche “tradizionalmente
femminili”). >>
Werner Bergengruen, “Die Feuerprobe”* :
"… danach saß sie am Fenster über der Goldstickerei …und fand
nun Gefallen an derlei Arbeit, die ja eine Arbeit der Gedankenleeren oder
aber der Grübelnden ist.“
"… poi si sedette alla finestra e tornò al suo ricamo ad oro
… provando ora piacere in siffatta attività, poiché è un lavoro femminile
atto a scacciare i pensieri, ma anche ad accompagnare riflessioni e lambiccamenti”.
*Letteralmente "La prova del
fuoco". Novella non tradotta in italiano. La citazione è stata tradotta
liberamente.
FALTWERKSALON
Un
vano di circa 20 metri quadrati con un’ampia vetrina su strada è
utilizzato dai due ideatori, Claudio Farina, architetto triestino, e Kathrin
Villwock, designer e grafica berlinese, come un laboratorio per la produzione,
lo sviluppo e la diffusione di progetti, idee e riflessioni per un diverso
approccio allo spazio a due e più dimensioni.
Sono
in programma performances, mostre, presentazioni, proiezioni, lezioni
a tema di architetti, designer, grafici e artisti internazionali.