| |
 |
video,
es, vidi, visum, ere, 2 tr., 1) in senso fisico,
vedere
visum, i, n. 1) cosa veduta,
apparizione, visione, immagine
Il pretesto
è piuttosto semplice e un tantino retorico: che
cos’è propriamente un viso? O meglio, cosa
caratterizza etimologicamente il termine viso, differenziandolo
dal suo apparente omologo volto?
Il quesito, convenientemente traslato in ambito fotografico,
si rivelerà innanzitutto un’indebita invasione
di campo o, se si preferisce, un’impietosa profanazione
di un genere, quello del ritratto, da parte dell’autore
in questione. Questi, inevitabilmente poco avvezzo a
registrare l’ineffabile trascendenza dell’anima,
alla fotografia richiede piuttosto e più prosaicamente
lo sforzo di restituire l’indifferente gravità
di un manufatto. |
| |
Marco Covi viene alla luce
a Trieste una quarantina di anni fa. Pratica a lungo molti
sport che prevedono l’uso di una palla, poi, improvvisamente,
si dedica all’architettura: la studia, la
scrive, l’allestisce, l’impagina e, soprattutto,
la fotografa. Vanta diverse prestigiose collaborazioni;
la più importante, quella con Valeria, gli
è valsa per adesso tre figli. Diviso da sempre
fra istanti irredimibili e grazia salvifica, ha finito
con l’accomodarsi “sulla soglia dell’attimo”
con l’esito tutto moderno di essere spaesato e
fuori tempo massimo. SLGC.
|