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Settembre
2005: nasce, un po’ a sorpresa anche per i suoi
ideatori Kathrin e Claudio, il Salone Gemma.
La particolarità del luogo, al piano terra in
un vano precedentemente occupato da un salone per acconciature,
suggeriva l’idea di utilizzarlo in modo inconsueto,
come un laboratorio per lo sviluppo e la realizzazione
di idee e progetti legati a temi quali architettura,
design, grafica e comunicazione che potesse essere usato,
date le caratteristiche, anche per piccole esposizioni.
Grazie ad un amico, Stefano Graziani, venne offerta
inaspettatamente l’occasione di allestire il primo
evento, tra intonaci scrostati, muri deteriorati, colori
d’altri tempi in uno spazio intrigante: un successo.
In modo curioso e forse emblematico un ambiente ritenuto
solitamente non invitante contribuì per qualche
ora a far incontrare parecchia gente e a farla discorrere
amichevolmente, divertendosi, su temi delicati ed intelligenti.
La forza delle opere di Stefano irradiava bellezza,
quella bellezza che serve talvolta a fare un po’
di luce.
Da quel momento in poi l’idea di trasformare quell’ambiente
in un piccolo studio si è intrecciata con la
volontà di far rivivere quel momento particolare,
cercando di volta in volta di proporre punti di vista
esterni al pensiero corrente, non convenzionali ma autorevoli
nella propria diversità.
Da Trieste e Berlino a Venezia, passando per Siracusa,
Montreal e Barcellona, arrivando da Milano, Torino e
Monaco di Baviera, attraverso le opere, i racconti e
le azioni di tante persone in seguito divenute amiche
si sono svolte svariate iniziative che hanno affrontato
temi quali fotografia, grafica, architettura militante
e critica, analisi urbana, arte contemporanea…
E’ stato finora un bel percorso, faticoso ma appagante,
scandito dalla voluta coincidenza di ogni evento con
un piccolo cambiamento fisico all’interno ed all’esterno
del Salone: un po’ di intonaco e stucco sui muri,
un tocco di colore bianco, i nuovi impianti, la nuova
vetrina, la maniglia sulla porta, il pavimento recuperato,
tutte queste piccole tappe verso la discreta rinascita
del Salone hanno coinciso con una piccola festa.
Si è voluto così collaudare una formula
che unisse l’effetto gradevole della sorpresa,
lasciando sempre molto spazio alla spontaneità,
alla consapevolezza che comunque tutto ha un limite,
stabilendolo sempre nella durata di una sera, solitamente
di fine settimana. La scansione degli eventi, quindi,
regolare e determinata, ricorda la forma di una rivista,
la cui linea editoriale consiste in numeri monografici
di approfondimento su argomenti relativi al progetto
contemporaneo.
Non una galleria d’arte, quindi, ma un luogo che
si apre verso l’esterno, anche al di là
del limite cittadino, per comunicare,
soprattutto, la propria voglia di bellezza.
Il gruppo di volonterosi che in vari modi hanno contribuito
alla riuscita di questo primo anno di attività
hanno deciso di dare forma all’associazione
faltwerksalon/20X30/salone gemma, con l’intenzione
di organizzare le forze per offrire una nuova stagione
di varie iniziative.
Avendo apprezzato il grande sostegno delle vostre presenze,
confidiamo che esso possa continuare ed aumentare, per
poter essere ancora, insieme, protagonisti di questa
avventura che può sembrare un gioco, forse, ma
un bel gioco. E, come si dice, non c’è
nulla di più serio di un bel gioco fatto bene,
basta guardare un bambino.
A Voi la palla.
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